domenica 30 aprile 2017

RIVALTA, UN PRINCIPE-CONTE E LE SUE COLLEZIONI

Rivalta: La corte quattrocentesca con vista sul torrione Nord Occidentale 
( immagini: Courtesy by Eliana Lombardi)
Quando ci si immagina un castello con tutti i crismi, luogo d'assedi e sontuose delizie, caposaldo di un piccolo Stato cardine delle vie al mare, beh, sfidiamo chiunque ad immaginarsi qualcosa di differente dal luccicante, multiforme, denso maniero a strapiombo sulla Riva Alta del basso Trebbia. 
Inevitabile: quando la millefoglie della storia si stratifica nelle mani della stessa famiglia per secoli ( in questo caso quasi otto!), il sapore che sprigiona è roba d'alto palato.
A proposito: il Conte Orazio Zanardi Landi, discendente dell'Obizzo Landi che ricevette il complesso dai Rivalta, con tratto di affabilità davvero principesca ci conduce attraverso arredi e collezioni. Si percepisce il giustificato orgoglio con cui ci mostra le fantastiche porcellane settecentesche, più volte sulla tavola durante i pranzi con gli amici Windsor ( proprio loro, Anna, Filippo, etc. ),

In un crescendo entusiasmante, si gode la visita agli ambienti scintillanti dei 500eschi affreschi che sciorinano i fasti d'una Casata ( dimenticavo l'altro pezzo di cognomi, Scotti Anguissola Douglas ) imparentata con il meglio della nobiltà terriera e - soprattutto - mercantile marinara, nella non lontana Genova. Con cui i Landi, freschi titolari di un piccolo stato indipendente a cavallo tra Piacenza e il mare, sviluppavano business e guerre a difesa degli affari.
Prezioso camino in arenaria: la sala d'onore reca sul fregio
 in alto gli stemmi delle famiglie imparentate 
(foto: E.L.)
Contro i Turchi, a Lepanto, tanto per dire: nella collezione di cimeli troneggiano due bandiere che garrivano nel 1571 a Lepanto, issate su due galere genovesi ma - curiosamente - sotto il segno di San Marco: la Serenissima era il general contractor.
Accuratissima, ben curata la collezione delle divise militari, ma il crescendo di meraviglie vede alla piazza d'onore la collezione dei giochi d'epoca, con teatrini meccanici ed antenati del flipper; e sul podio più alto, assolutamente, la più sensazionale sequenza di vedute ottiche settecentesche delle città lungo il Gran Tour.
Un esempio delle Vedute Ottiche 700esche al Castelo di Rivalta: versione notturna 
( foto: E.Lombardi)
Nella sala dove sotto i nostri occhi si dipana tutto il Grand Tour, da Parigi a Roma, attraverso queste commoventi incisioni dell'epoca di Goethe, l'incantesimo assoluto scatta quando il Conte Orazio gira l'interruttore. In un istante si viene proiettati nella magica notte retroilluminata di queste piccole immense prospettive, di gusto magnificamente affine all'Encyclopèdie nella versione giorno, di pura magia senza tempo nella versione by night.
La salita allo spettacolare torricino, culmine del torrione Nordovest, è pura emozione anch'essa: ma questa è un 'altra storia, ha a che fare con gli umori, i tremolii delle luci velate di vapori che salgono dalla campagna appena ondulata, presto incassata lungo le balze della Val Trebbia, verso il Monte Penice in alto, e giù, verso l'azzurra incoscienza del Mar Ligure.
Il Trebbia lambisce il Castello verso Est
( Immagini: courtesy by Eliana Lombardi  )















sabato 22 aprile 2017

CASTELLO VISCONTEO DI PAGAZZANO (BG): PROSSIME APERTURE

il fronte Est con il cammino di ronda coperto e il baluardetto
IL CASTELLO  DI PAGAZZANO, TRA CARAVAGGIO E TREVIGLIO, BALUARDO  VISCONTEO LUNGO IL FOSSO BERGAMASCO, 
IN POSIZIONE STRATEGICA  TRA SERIO E ADDA, 

CI ASPETTA 

DOMENICA  4 GIUGNO   DOMENICA 18 GIUGNO
( ci saremo anche noi ! )

ORARI DI VISITA:
Dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00 (ultima partenza alle 17:15)

VENITE NUMEROSI!

giovedì 20 aprile 2017

PAGAZZANO: IL CASTELLO DEL PRATO SOSPESO

Il lato Nord, con fossato, imbarcadero, doppio mastio e cammino di ronda coperto
Al centro della bassa Bergamasca, a Sud del Fosso ( sempre Bergamasco ), terra prevalentemente sotto il Ducato di Milano nel basso Medioevo, immerso in un sonnacchioso silenzio e nel verde brillante della campagna, sorge la discreta mole del Castello Visconteo di Pagazzano. Curioso, affascinante esempio di rocca dal forte connotato rurale: tanto che il cammino di ronda, sui lati Est e Sud, esibisce un largo, scintillante prato. Una piccola preziosa campagna pensile, con tanto di alberi di cachi & altro.


Il ponte levatoio secondario (lato W) con il sistema a contrappeso 
Un gioiello composito, dalla rara triplice natura da scoprire visitandolo: la rocca militare ( il mastio trecentesco venne presto ampliato pare dallo stesso Bernabò Visconti ), il palazzo 5-700esco con elegante scalinata, portico con agili colonne di ordine dorico, e soprattutto lo spettacolare caminetto in arenaria ( finalmente liberato dallo scatolone di calcestruzzo dov'era stato ingabbiato per prevenir furti ), la cascina rurale ed i locali del gigantesco torchio da mosto ( raro esempio di torchio 700esco che riproduce la meccanica di quelli d'epoca romana ).
Quel simpaticone di Bernabò Visconti, prima di chiudere il suo percorso terreno in un altro castello sull'Adda, quello di Trezzo, pare si sia divertito a spremere oltre all'uva dei malcapitati gabellieri bergamaschi....


Il mastio visto attraverso il portico secentesco, dalla sala del camino
Ultimo piano accessibile del Mastio: si notano le caditoie a getto ed i merli ghibellini