PALERMO. LA ZISA, AL-AZIZA, "LA SPLENDIDA". VEDUTA DEL CASTELLO DAL GIARDINO
OSSERVATORIO:
METE A PORTATA DI VOLO PER IMMENSI TESORI.
Se è vero che la Sicilia è una specie di scrigno che contiene il distillato di tutti gli aspetti e le ricchezze naturali e artistiche del Bel Paese, non possiamo stupirci se solo a Palermo sorgono ben due castelli-meraviglia.
Sofisticati, quasi surreali (nella loro intima e spudorata originalità ) omaggi al crogiolo multiculturale, dinamico, esotico-esoterico e sublimemente civile, che fu Palermo normanna. e più tardi, sveva: dove grazie a Fede 2 Hohenstaufen, nacque la poesia italiana.
La Zisa: Al-Aziza, La Splendida. Villa di delizie ante-litteram sotto la buccia esteriore e ruvida di palazzo fortificato. Stalattiti architettoniche come all'Alhambra di Granada. E come là in Andalusia, fontana deliziosamente impegnata a rinfrescare menti e tempie.
IL CASTELLO DELLA CUBA
Immaginate questo gioiello immerso in un immenso laghetto artificiale ( di cui rimangono le tracce sugli strati di cocciopesto alla base ). Palmizi, frescure da oasi sahariana, il Jannat al-ard ("il Giardino -
o Paradiso - in terra"), o Genoardo
Cuba, invece, significa Cupola, e le relative maestranze e architetti fatimiti furon reclutati dal Normanno ( cioè vichingo! ) Guglielmo II. E' il 1180: e a Palermo si crea l'Europa, in una miracolosa fusione di culture, come mai prima, e certamente mai più poi, accadde.
Boccaccio vi
colloca l'ambientazione della novella di Biancofiore e Salabaetto. Potenza della magia evocatrice di un luogo tanto denso
Nessun commento:
Posta un commento