domenica 17 maggio 2015

 CHIARAVALLE (MILANESE)
 ED IL BECCO DELLA CICOGNA


Al termine di Corso Lodi, ti viene da sbattere le palpebre, hai il macello della metropoli
subito dietro le spalle, e di colpo entri nell'universo agricolo che ha governato esistenze
e territori per millenni: ti trovi davanti una torre poligonale ardita e leggera, segnale della
 presenza di un'Abbazia figlia dell'originale Chiaravalle ( Clervaux ),  che nel sistema della 
cintura agricola a Sud di Milano ha giocato nei secoli un ruolo produttivo e strategico
fondamentale.
La torre-gioiello per i Milanesi è da sempre - affettuosamente - la Ciribiciaccola ( Cunt i sò cinqcencinquantacinq ciribiciaccolitt, secondo le filastrocche popolari). E non è uno sminuirla :
pare sia l'associazione tra la torre e le sue ospiti, un tempo più frequenti, le cicogne che col loro 
battere il becco e chiaccherare ( "ciri ciri") animavano il proprio inusuale condominio in pietra
e mattoni.

L'Abbazia cistercense  è complesso di mirabile armonia, bellezza e ( non guasta ) affabile, 
affettuosa accoglienza: un benedettino colto, gentile e comunicativo ti illustra non solo le
prerogative della location, ma in un ardito, sintetico excursus tutta ( o quasi ) l'epopea dell'ordine benedettino, nelle sue declinazioni cluniacense e cistercense, il sistema dell'Abbazia madre,
con figlie e nipoti... e ( sorpresa !) scopri che il buon San Benedetto da Norcia "Ora et Labora" 
non l'ha mai detto! Quella è una sintesi, uno slogan successivo, che sintetizzava lo spirito della Regola.

Al termine della visita, il desiderio di farsi Cistercense è quasi incontenibile......

E Chiaravalle della Colomba??? Vedremo.....






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